MAESTRI CARTAPESTAI: Lello Nardelli

Per Lello Nardelli, Presidente dell’Associazione Carta in Festa, Tradizione e Innovazione, la cartapesta è una lunga storia d’amore cominciata circa 40 anni fa“ho iniziato davvero per caso, a 15 anni, spinto da mio fratello Pinuccio, anche lui maestro cartapestaio. Da quel giorno non ho più smesso… definirlo un hobby sarebbe riduttivo, è molto, molto di più. È la mia vita.”

Professione elettricista, il maestro Nardelli arriva tra la carta e i colori del suo hangar nel tardo pomeriggio e qui, insieme ai ragazzi del gruppo, resta fino a notte fonda. Un gruppo ma, forse, sarebbe più corretto dire una ‘famiglia’ “la parte più bella. La sera, arrivata una certa ora, spegniamo la musica, ci sediamo e ceniamo qui, nel capannone, tutti insieme. Abbiamo un ottimo cuoco eh! Parliamo di tanto e tutto, dalla politica allo sport, ridiamo e scherziamo, proprio come tutte le famiglie riunite intorno a un tavolo.”

“Il Carnevale di Putignano rappresenta tantissimo per la città, per i putignanesi e, ovviamente, per noi impegnati dietro le quinte nella realizzazione dei carri”, una passione che arde nel cuore e nella mente, un hobby che per le tante competenze che somma e armonizza non rischia mai di annoiare: un giorno sei meccanico, un altro saldatore, altri ancora falegname e, ovviamente, cartapestaio.

Come spesso capita con la passione, a volte, assorbe però così totalmente da sfociare in una stanchezza a tratti quasi invincibile, “e così, a un certo punto, ho pensato di mollare tutto. E l’ho fatto, ma per pochissimo tempo. La cartapesta era la mia quotidianità, il mio mondo: ho ricomiciato subito, non potevo fare altro.”

Dopo 20 anni con il fratello Pinuccio e una breve sosta, Lello Nardelli ritorna in pista con il gruppo capitanato dal maestro Gianni De Cataldo; si susseguono anni di carri e divertenti edizioni del Carnevale di Putignano, fino a  quando “cinque anni fa, proprio durante la manifestazione e una delle sfilate, Gianni è venuto a mancare, affidandomi le redini del gruppo.”

Guardare al futuro con un occhio al passato, innovare senza accantonare la tradizione, aggiungere senza togliere: “tengo davvero molto alla tradizione ma, allo stesso tempo, è forte in me il bisogno di innovare; sarò sempre uno di quelli fedeli alla colla realizzata con acqua e farina ma, contestualmente, continuerò ad introdurre e utilizzare nuovi materiali come tessuto e polistirolo. In 40 anni i carri allegorici sono molto cambiati, nelle dimensioni e nella meccanica, sempre più raffinata. Sta a noi andare incontro a questi cambiamenti.”

Una vita fatta di satira e riflessioni, di storie che raccontano l’Italia, le sue pecche, il suo vanto, dal parterre politico a Federico Fellini. Ogni carro una storia“un carro a cui sono particolarmente legato è quello del 2015 ‘Poco ingombrante ma… pesante, pesante, pesante’, un asinello che trainava Berlusconi, Grillo, Renzi e Salvini ma, ad un certo punto, stanco, rovesciava i nostri politici di punta. Quell’asinello stanco stava a rappresentare il popolo italiano che, affranto dalla situazione in cui versava il paese, si ribellava ribaltando tutto.”

Testimone di quello che è stato e protagonista di quello che sarà, il maestro Nardelli è un convinto sostenitore degli effetti positivi dell’arte della cartapesta nella sfera socio-educativa dei ragazzi: “un mondo a cui tutti i giovani dovrebbero avvicinarsi. Un mondo che appassiona, che rinsalda la sempre più rara virtù della pazienza e richiede, in una sorta di sfida con sé stessi, di dare sempre di più.”